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Autostrade, l’aumento pedaggi sospeso per altri due mesi – Repubblica.it
Roma – Come in un film in cui cambiano solo gli attori, la prima grana del governo giallo-rosso scoppia sui Trasporti. La ministra Paola De Micheli, in un’intervista a La Stampa, dice chiaro: la Tav si fa. E soprattutto: della revoca delle concessioni autostradali ad Atlantia non se ne parla, nel programma c’è scritto “revisione”. Basta questo, a mettere in allarme i 5 stelle.
Già provati dai malumori interni, secondo cui Luigi Di Maio ha ceduto troppo al Partito democratico nella trattativa per il governo. L’ormai ex vicepremier riunisce i ministri M5S alla Farnesina in una prima di riunione di lavoro. E parte proprio da quelle che considera “provocazioni”: «Voglio lavorare seriamente e non voglio conflitti – dice – quindi vi chiedo di mediare con intelligenza e di dire al Pd di non fare come Salvini», che sull’ipotesi di revoca aveva ugualmente dato filo da torcere. Il capo politico M5S sa bene di aver accettato la parola “revisione”, la stessa che era entrata nel contratto di governo con la Lega sulla Tav e che tanti guai ha portato per la sua ambiguità.
Vuole però avvertire i dem: non starà fermo a farsi bombardare. «Dopo quello che è successo a Genova, lo Stato deve intervenire, non può restare in silenzio. Sono certo che troveremo una soluzione in totale trasparenza». In più, ha bisogno di placare le proteste della base parlamentare. «Darò la fiducia al governo Conte in base alla posizione che prenderà il Pd rispetto alle dichiarazioni della ministra De Micheli sulle concessioni», ha avvertito il senatore Mario Giarrusso.
Ma nonostante queste prime fibrillazioni, gli investitori fiutano il buon esito della trattativa, scommettono sulla “revisione” e brindano a un possibile accordo col gruppo guidato da Giovanni Castellucci. Che il clima sia più rilassato rispetto ai mesi scorsi, mesi nei quali Di Maio affossava a colpi di pesanti dichiarazioni il titolo Atlantia, lo dimostrerebbe anche il possibile congelamento “volontario” delle tariffe autostradali per l’ultimo trimestre del 2019, e cioè fino a dicembre.
Un annuncio in questa direzione, da parte di Autostrade per l’Italia, potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. La partita si sposta quindi su regole più stringenti per il gestore autostradale. Come base di lavoro si partirà dal nuovo sistema tariffario messo a punto dall’Autorità dei Trasporti nei mesi scorsi.
Il colosso delle infrastrutture intanto, nel giro di una settimana, ha messo a segno una serie di rialzi in Borsa che l’hanno riportato a sfiorare i 25 euro per azione, un livello toccato nei giorni precedenti la tragedia di Ponte Morandi. Ieri, il titolo ha rivisto i 24,93 euro mettendo a segno a fine giornata un +1,4%.
Dopo un anno in sofferenza, digerito l’accordo con Abertis e passata la bufera delle esternazioni dell’ex ministro dello Sviluppo, la società ha imboccato nuovamente un percorso di possibile crescita che si incrocerà nei prossimi giorni con il dossier della Gronda e quello (bollente) del salvataggio di Alitalia e del posto di lavoro dei suoi 11 mila dipendenti.
I soci italiani, Fs e Atlantia, stanno cercando di convincere Delta a “cedere” qualcosa in più su rotte e condivisione dei profitti che nella versione attuale del piano industriale, favorisce la linea aerea statunitense. Le difficoltà del salvataggio verranno messe nero su bianco entro dieci giorni in un vertice tra i tre quasi-alleati. L’incontro nasce per aggiustare e completare il piano, individuare il nome del nuovo amministratore delegato e convincere Delta a mettere sul piatto più collegamenti sul Nord America e ricavi a favore della traballante compagnia aerea italiana. Fonti vicine al neo ministro Patuanelli fanno sapere: «Bisogna chiudere entro il mese. Proroghe più lunghe non sono possibili».
