Il governo non punta sulla revisione della spesa, almeno non come fonte di finanziamento per la prossima manovra di bilancio. I dettagli della manovra arriveranno tra una decina di giorni ma la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef) approvata dal Consiglio dei ministri delinea i principali interventi ed anche le modalità con cui il governo intende reperire le risorse. Il grosso verrà dall’ulteriore ricorso al deficit e – in parallelo – all’utilizzo dei fondi europei; il testo individua però anche altre voci: il contrasto all’evasione in particolare generato dal minor ricorso al contante, la cancellazione di una serie di sussidi ambientali ritenuti dannosi e poi anche «la rimodulazione di alcuni fondi di investimento e l’avvio di un programma di revisione e riqualificazione della spesa della pubblica amministrazione». Tuttavia, come spiegato dallo stesso ministro dell’Economia Gualtieri, non sono in programma veri e propri tagli; si parla piuttosto di riqualificazione della spesa (ad esempio attraverso la digitalizzazione della Pa) che solo in futuro potrà eventualmente produrre risparmi.
APPROFONDIMENTI

LEGGI ANCHE Sgravi fiscali, il Sud ci crede: «Riassorbiremo la Cig»Tra le priorità da finanziare sono elencate il sostegno ai settori economici maggiormente colpiti dalla recessione, il rifinanziamento di fondi come quello per le crisi di impresa e la conferma di due misure la cui copertura scade a fine 2020, ovvero il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e la decontribuzione al Sud. Resta sullo sfondo, in attesa di un’apposita legge delega, la riforma fiscale e con essa il progetto di assegno universale per i figli: quest’ultimo da una parte aspetta il via libera del Senato allo specifico provvedimento legislativo dall’altra avrà bisogno di ulteriori risorse pur andando ad assorbire le attuali erogazioni ai nuclei familiari (comprese le detrazioni Irpef). Risorse che per ora non ci sono. Il nuovo assegno potrebbe quindi partire a metà anno, anche se non è del tutto escluso uno slittamento più lungo, fino al 2022. Complessivamente la legge di Bilancio avrà un effetto espansivo pari a circa 36 miliardi: 22 sotto forma di maggior ricorso al deficit e altri 14 di risorse europee a fondo perduto. La versione finale della Nadef include anche una tabella, pur se ancora provvisoria, che distribuisce sui prossimi anni proprio i miliardi del Next Generation Eu. Nel 2021 ne dovrebbero essere spesi 10 del Recovery and resilience facility, (il principale strumento operativo della strategia della Ue) ed altri 4 dal ReactEu, la dotazione specifica per le spese destinate alle aree meno sviluppate, come il nostro Mezzogiorno. È stato poi programmato il ricorso a 11 miliardi di prestiti, i quali a differenza delle sovvenzioni non sono neutrali sul bilancio pubblico perché richiedono, oltre alla restituzione, il pagamento di interessi per quanto limitati. Nel 2022 l’utilizzo delle sovvenzioni dovrebbe salire a 20 miliardi (con 17,5 di prestiti) mentre nel 2023 la proporzione sarebbe rispettivamente di 28 e 15. Gli altri fondi, con una maggiore incidenza dei prestiti, saranno impiegati nei tre anni successivi, fino al 2026. Come indicato da Gualtieri, una misura per la quale si farà ricorso ai finanziamenti da restituire sarà il superbonus del 110 per cento appena entrato in vigore. Per quanto riguarda la riforma fiscale, il ministro dell’Economia ha spiegato che il governo intende legarla in modo stretto all’azione di contrasto all’evasione, che nelle intenzioni dell’esecutivo passa soprattutto per gli incentivi all’utilizzo di strumenti di pagamenti elettronici. L’idea è destinare le risorse recuperate proprio alla riduzione della pressione tributaria sui cittadini. Oggi esiste un fondo specifico che ha questa funzione, ma opera con un certo ritardo temporale. Sarà trasformato per rendere il meccanismo più evidente e rapido, in modo da giustificare la proposta di un patto ai cittadini: meno evasione in cambio di tasse più basse. Proposito non nuovo, come ha ammesso lo stesso Gualtieri, ma al quale il governo cercherà di dare concretezza. Il ministro ha evidenziato come le stime macroeconomiche e quelle relative all’andamento dei conti pubblici siano basate su criteri di prudenza. Il meno 9 per cento indicato come variazione del prodotto interno lordo quest’anno ad esempio non tiene conto di alcuni dati favorevoli degli ultimi giorni, come quelli relativi alla fiducia di famiglie e imprese.Covid, assegno per i figli: 400 euro alle famiglie per ogni bambino dalla provincia di Bolzano Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 07:30


Source link