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Borse positive. Lo spread rimbalza e sale a 142 dopo Draghi
In attesa che a novembre la Bce parta con il nuovo quantitative easing al ritmo di 20 miliardi di obbligazioni sovrane acquistate al mese, rimbalza, all’avvio dei mercati, lo spread fra i decennali italiani e i Bund di pari scadenza. Il differenziale segna 142 punti dopo il crollo di ieri, giovedi’, a seguito delle misure varate dalla Bce che hanno portato i titoli italiani ai minimi da maggio 2018, a 137 punti. Il rendimento del decennale risale cosi’ a quota 0,93%.
Seduta positiva anche per le Borse europee, sostenute dall’ottimismo sui negoziati tra Usa e Cina sui dazi che ripartiranno a novembre e corroborate dalle nuove misure di stimolo della Bce, che confermano l’impegno delle banche centrali nel contrastare la frenata dell’economia globale. A Francoforte, l’indice Dax si muove poco sopra la parità a 12.412,21 punti, mentre il Cac40 e il Ftse 100 sono in lieve calo rispettivamente dello 0,02% a 5.642 e dello 0,10% a 7.337 punti.
A Piazza Affari, l’indice Ftse Mib dopo i primi scambi guadagna lo 0,28% a 22.144 punti. Stesso progresso percentuale per il Ftse Italia All Share a quota 24.084 punti. Tra le misure varate dall’istituto guidato da Mario Draghi c’è il taglio dei tassi sui depositi da -0,40% a -0,50% e allo stesso tempo ha annunciato il riavvio a partire da novembre del quantitative easing per 20 miliardi di euro mensili. Modificata la forward guidance sui tassi con il Consiglio direttivo della Bce che ha stabilito che l’inflazione non solo dovrà convergere, ma dovrà anche stabilizzarsi vicino al target poco al di sotto del 2%.
Quotazioni dominate dal segno più anche per le Borse asiatiche che si allineano a Wall Street. Chiuse per festivita’ le Borse cinesi e quella di Seul, Tokyo e’ salita dell’1,05% e Sydney dello 0,22% mentre Hong Kong, ancora aperta, avanza dello 0,48%.
I mercati guardano con fiducia alla ripresa dei colloqui tra Cina e Usa, il mese prossimo, dopo le indiscrezioni – smentite pero’ dalla Casa Bianca – secondo cui gli Usa starebbero lavorando a un accordo provvisorio, in grado di rinviare e cancellare alcuni dazi. L’euro scambia a 1,108 sul dollaro, mantenendosi su livelli superiore a quelli precedenti l’annuncio del Qe. Debole il petrolio, con il wti che tratta a 55 dollari dopo che l’Aie ha avvertito l’Opec che nel 2020 affrontera’ un “temibile” surplus di produzione.
