NOVITÀ COMMERCIALI
La guerra dei dazi affossa le Borse
La recrudescenza della guerra commerciale fra America e Cina fa arretrare gli indici di quasi tutte le Borse mondiali, compresa quella di Milano che conclude la giornata con il Ftse Mib -1,65% a 20.473 punti e l’All Share -1,59% a 22.346 (con Londra -0,47%, Francoforte -1,07%, Parigi -0,95% e Madrid -0,6%); non è bastata a invertire la tendenza la disponibilità a nuovi stimoli monetari espressa dalla Federal Reserve degli Usa, anche perché il presidente Donald Trump ha giudicato insufficiente quest’apertura.
Su Piazza Affari hanno pesato anche gli sviluppi della crisi di governo, in una giornata, peraltro, senza indicazioni politiche chiare, che si sono tradotte in una lievissima risalita dello spread fra Btp e Bund. Anche per questo sul listino principale ci sono stati alcuni cali significativi fra i titoli del comparto banche/finanza, in particolare Unicredit -3,10%, Finecobank 2,98% e Intesa Sanpaolo -1,99% (mentre si è salvato il Banco Bpm con un +0,06%); giù anche alcune azioni tecnologiche e industriali i cui mercati sono particolarmente sensibili alla guerra dei dazi, come StMicroelectronics (-4,47%), Cnh Industrial (-3,37%), Pirelli (-2,91%) e Fiat Chrysler Automobiles (-2,17%); stesso discorso per un titolo del lusso come Ferragamo (-1,49%).
Si sono mossi in controtendenza, in vari settori, Recordati (+1,19%), Juventus Football Club (+1,09%) e Terna (+0,11%).
