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RIFORMA PENSIONI/ 100 miliardi di debito con Quota 100 (ultime notizie)

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RIFORMA PENSIONI/ 100 miliardi di debito con Quota 100 (ultime notizie)

QUOTA 100, LA CRITICA DI GIAVAZZI

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, Francesco Giavazzi evidenzia come in Italia, complici anche le ultime misure di riforma pensioni, ci siano delle “distorsioni” che favoriscono gli anziani ai danni dei giovani, anche quelli che non potranno votare alle prossime elezioni. “Un esempio è la legge cosiddetta Quota 100, che da quest’anno consente ai sessantenni di anticipare la pensione. Un provvedimento che aumenta il nostro ‘debito pensionistico’. Il debito pensionistico è la differenza fra le pensioni che lo Stato si è impegnato a pagare in futuro e i contributi che lo Stato incasserà da chi lavora. Oggi questo debito è circa il doppio di quello ‘pubblico’ composto da Bot, Btp etc. Ed è anch’esso a carico delle generazioni future”, scrive il Professore di Economia politica alla Bocconi, che riprende di fatto le posizioni espresse dal suo collega Tito Boeri. “Solo Quota 100 lo ha accresciuto di circa 100 miliardi, 6 punti di reddito nazionale”, aggiunge Giavazzi, facendo capire quindi quanto a suo modo di vedere Quota 100 sia stata dannosa per i rapporti intergenerazionali.

QUOTA 100 E I CONCORSI PUBBLICI

La crisi di Governo rischia di lasciare in sospeso, in una sorta di limbo, il futuro di diversi lavoratori di aziende in situazioni critiche. Basta pensare alla Whirlpool di Napoli piuttosto che ad Alitalia o all’ex Ilva di Taranto. Nel settore pubblico invece il rischio è quello di non procedere alle assunzioni necessarie e determinate in parte anche dalla riforma pensioni con Quota 100. È noto infatti che questa avrà effetti particolari nel mondo della scuola e della sanità. Tuttavia c’è il rischio che salti la stabilizzazione di circa 55.000 precari della scuola e che non si faccia in tempo a indire i necessari concorsi nei settori dove ci sarà un calo degli organici importante. C’è da dire che per la sanità le assunzioni sono in mano alle Regioni, ma queste devono comunque essere discusse con lo Stato centrale, in particolari con i ministri della Salute e dell’Economia. Bisognerà quindi che non ci siano dei “passaggi di consegna” durante la fase delicata di discussione delle assunzioni, di modo che non si creino intoppi che finirebbero poi per avere effetti negativi sui servizi erogati ai cittadini.

RIFORMA PENSIONI, LE RICHIESTE INAPI

La situazione di incertezza politica italiana preoccupa l’Istituto nazionale assistenza piccoli imprenditori, il patronato promosso dalla Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori, che in una nota evidenzia che “se la rottura dell’esecutivo, come è probabile sia, avverrà prima della prossima legge di Bilancio, in cui lavoratori, pensionandi, e imprenditori avevano riposto le loro speranze, date le innumerevoli rassicurazioni degli esponenti politici, il rischio è che le varie categorie (donne, esodati, precoci, imprenditori, esodati indennizzo commercianti) restino di nuovo ‘con un pugno di mosche in mano’ a causa di scelte scellerate dei propri governanti”. Insomma, c’è il rischio che le aspettative in tema di riforma pensioni vengano deluse.

LE PAROLE DI DOMENICO COSENTINO

Il Presidente dell’Inapi, Domenico Cosentino, spiega che dal prossimo esecutivo “ci aspettiamo una sola cosa ‘meno parole e più fatti’: per i pensionati, per i lavoratori ancora imprigionati dalla Fornero, penso ai precoci, che dopo 41 anni di contributi hanno il sacrosanto diritto di poter accedere alla quiescenza, agli esodati, in attesa da anni di ‘tornare a vivere dignitosamente’, alle donne, il cui lavoro di cura deve essere tenuto in considerazione anche ai fini previdenziali, non si può continuare ad usufruire di un welfare prezioso a costo zero, si dia dunque il giusto valore alle donne di oggi e di domani”. Dal suo punto di vista occorre dunque procedere “spediti verso una soluzione, affinché questo ‘teatrino politico imbarazzante’ finisca quanto prima, e l’Italia torni ad essere credibile anche agli occhi degli investitori”.

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