La proroga della cassa integrazione straordinaria c’è e i lavoratori coinvolti sono meno del previsto, ma inferiore è anche la durata dell’ammortizzatore, tre mesi invece di sei. L’accordo raggiunto da Alitalia e sindacati al ministero del Lavoro prevede che siano 1.075 i lavoratori (75 comandanti, 320 assistenti di volo e 680 del personale di terra) che andranno in cassa integrazione dal 24 settembre fino al 31 dicembre di quest’anno.
SPACCATURA NEL FRONTE SINDACALE
Centocinque in meno rispetto ai 1.180 richiesti inizialmente dall’azienda e ben 285 in meno se il confronto si effettua guardando ai dipendenti in cassa durante lo scorso periodo invernale. Alitalia si è impegnata, ha fatto sapere il ministero del Lavoro, a rafforzare i percorsi di formazione e riqualificazione dei lavoratori interessati dal programma di cigs «al fine di favorire la possibile ricollocazione del personale nel ciclo produttivo». L’accordo, però, non ha convinto Anpac e Anpav che – al contrario di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo – hanno deciso di non firmarlo.
TIMORE PER IL FUTURO DELLA COMPAGNIA
L’intesa raggiunta sulla cassa integrazione, comunque, non riesce a frenare la preoccupazione dei sindacati sulle sorti della compagnia, visto che il prossimo 15 ottobre scadrà il termine per la presentazione dell’offerta vincolante e definitiva da parte del consorzio con Ferrovie dello Stato, Atlantia, Delta e Mef. Inoltre, la cigs durerà tre mesi, fino al 31 dicembre 2019, contrariamente a quanto aveva inizialmente previsto l’azienda, perché gli stessi sindacati l’hanno richiesto per ottenere certezze sul rifinanziamento strutturale del fondo di solidarietà del trasporto in scadenza il prossimo dicembre.
LE RICHIESTE DI UN PIANO DI RILANCIO DEFINITIVO
Ora al governo i sindacati di categoria chiedono unitariamente di fare la propria parte: «Assumendosi le responsabilità con un piano di vero rilancio della compagnia, che consenta la piena occupazione e l’avvio del confronto sul rinnovo del contratto nazionale sezione vettori». Una richiesta che sembra combaciare perfettamente con le parole che il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, aveva pronunciato già in mattinata. Il nuovo titolare del dicastero di via Veneto, infatti, punta a essere «l’ultimo ministro dello Sviluppo economico che si occupa di Alitalia» e crede nella necessità di riuscire a cogliere le opportunità del settore aereo «con un rilancio forte della compagnia».


Source link