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RIFORMA PENSIONI/ Quota 100 e le ipotesi di Brambilla e Cazzola (ultime notizie)
RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CAZZOLA
Giuliano Cazzola commenta l’analisi e le proposte di Alberto Brambilla in tema di riforma pensioni. Il Presidente di Itinerari previdenziali, in un articolo pubblicato su L’Economia, l’inserto del Corriere della Sera, aveva fatto notare che Quota 100 non aveva dato vita al turnover generazionale sperato nel mercato del lavoro. Inoltre, dal suo punto di vista il provvedimento avrà costi difficilmente sostenibili nel futuro. “Sono pertanto necessarie delle modifiche anche perché il presidente di Itinerari previdenziali non ritiene opportuna l’abrogazione, tout court, di queste misure sperimentali, ma, a suo avviso, occorrerà trovare, per quando esse scadranno, soluzioni che siano stabili e flessibili”, scrive Cazzola su startmag.it, ricordando che l’idea di Brambilla è quella di riportare in vigore il meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita.
LA CRITICA A BRAMBILLA
Ma l’ex sottosegretario al Welfare vorrebbe anche inserire la possibilità di un anticipo pensionistico a 64 anni con almeno 37/38 di contributi e stabilizzare “a 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne) il pensionamento ordinario di anzianità”. Per Cazzola, però, “una misura siffatta vanificherebbe l’innalzamento, da 62 a 64 anni, del requisito anagrafico sopra descritto, perché le generazioni di baby boomers pensionande, specie gli uomini, sarebbero in grado di far valere questo requisito contributivo (42 anni e 10 mesi) ben prima di aver raggiunto 64 anni (per giunta indicizzati) di età. Questo tipo di pensionamento continuerebbe a consentire, per un lungo periodo di tempo, l’esodo di coorti poco più che sessantenni, entrate presto nel mercato del lavoro”.
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