Riforma fiscale addio. Uno dei principi su cui si fonderà eventualmente il nuovo esecutivo targato PD – M5S, sarà la sparizione della flat tax, regime ad aliquota unica fortemente voluto dalla Lega e ch’era riuscita a portarla a casa in step, dove il primo passo per le Partite Iva è già compiuto.

L’antifona ce la danno gli editoriali del gruppo “L’Espresso-Repubblica”, con uno squillo di trombe addirittura per un aumento delle aliquote: “Altro che flat tax: il numero di aliquote va aumentato, non ridotto, perché applicando la ricetta di Salvini il gettito complessivo per lo Stato si riduce e si fa un favore ai più ricchi.”

Anche il governatore Veneto Luca Zaia ha giustamente fiutato nell’aria quel che sta per accadere: “Se dem e grillini avranno il fegato di mettersi insieme cancelleranno tutto. Si partirà dall’anno zero. Scordiamoci la flat tax, mentre la legittima difesa, l’inasprimento delle pene e la politica migratoria voluta da Salvini saranno considerati simboli di inciviltà. Sicuramente ogni nave che arriverà sbarcherà…”.

Cosicché nel dibattito s’infila il sindaco di Milano Beppe Sala: “Basti pensare a come affrontare il tema fiscale: o crediamo che si possa mettere una flat tax al 15%, va beh, basta crederci. Oppure, se si vuole fare una seria riforma fiscale, ci vuole un sacco di tempo.”

Finora però le parole più importanti di sepoltura, anche s’è evidente non fosse né nel DNA né nelle corde della sinistra italiana una ristrutturazione erariale così temeraria e soprattutto d’impostazione ideologica diversa, arrivano da Francesco Boccia. Deputato e responsabile economia e società digitale del Partito Democratico: “Parlano di tasse da abbassare ma non fanno pagare le tasse alle multinazionali del web, che continuano ad eluderle; per non parlare della flat tax che è una barzelletta. Quando si parla di conti pubblici serve serietà e bisogna sempre dimostrare che le cose che si dicono si possono fare. Loro sanno solo far propaganda e anche d’accatto”.

Nel totonomi delle ultime ore si alzano le quotazioni di Roberto Fico come possibile premier gradito ad una corrente del M5S, e soprattutto da renziani e Zingaretti, visto l’ultimo anno di boicottaggio delle politiche migratorie e non solo. Bisognerà vedere cosa ne pensa la base militante, che ha già dimostrato scarsissimo entusiasmo.

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