RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CAZZOLA
In un articolo sul Quotidiano del Sud, Giuliano Cazzola evidenzia come Governo e sindacati, in attesa di incontrarsi di nuovo il 16 settembre per parlare di riforma pensioni, confermino che Quota 100 non verrà cancellata. Per l’ex deputato “è lecito chiedersi se questa misura potrebbe diventare un classico ‘casus belli per errore’”, visto che l’Europa e i cosiddetti Paesi frugali l’hanno sempre criticata sostenendo la necessità per il nostro Paese di tornare sul sentiero tracciato dalla Legge Fornero. Cazzola ricorda tuttavia che Quota 100 non è stata usata quanto si immaginava al momento del suo varo e ora “si è trasformata in un ammortizzatore sociale, da utilizzare in vista dei problemi di esuberi che si apriranno una volta superato il blocco dei licenziamenti”.
L’ABBASSAMENTO DEI REQUISITI IN CANTIERE
L’ex vicepresidente della commissione Lavoro della Camera evidenzia che Quota 100 potrà essere utilizzata dopo la sua scadenza da quanti avranno maturato i requisiti necessari a usufruirne alla data del 31 dicembre 2021. Quindi “sarebbe bene tenere d’occhio, da Bruxelles, ciò che si sta preparando in Italia per ‘superare’ la riforma Fornero”, soprattutto perché sembra che si vada verso “un pensionamento a 62 anni di età e 20 anni di contributi, senza penalizzazioni”, abbassando quindi l’età anagrafica ora prevista per la pensione di vecchiaia (67 anni), oppure con “41 anni di contributi indipendentemente dall’età”, abbassando quindi i requisiti per la pensione anticipata di anzianità ora fissati a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne).
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